| Lord H. ( @ 2008-01-06 04:15:00 |
Una piccola proposta.
Dice Bagnasco (un cardinale importante) che sarebbe ora di rivedere la normativa sull'aborto. Il motivo principale è che i più recenti progressi della scienza medica hanno reso possibile la sopravvivenza extrauterina di feti più giovani che non al momento della stesura della legge - vale forse la pena di ricordare che la definizione di aborto è interruzione della gravidanza prima che il feto sia vitale, cioè capace di vita extrauterina indipendente (dove con indipendente non si intende ovviamente "senza l'aiuto di nessuno", anche perché sennò le nostre madri potrebbero abortirci sino ai trenta-trentacinque anni e saremmo ancora ai barbari tempi di sparta, ma "al netto delle ovvie cure mediche"), ed è un ragionamento di particolare pregio perché potenzialmente capace di far cozzare insieme due dogmi scientisti, ovvero il progresso scientifico è sempre buono e la chiesa ha sempre torto.
Ebbene la mia piccola proposta, se accolta, permetterebbe a questa chiesa sostenitrice del progresso scientifico di ridurre drasticamente l'età in cui un feto è in grado di sopravvivere fuori dall'utero materno ("al netto delle ovvie cure mediche") e di avere un controllo diretto sullo svolgimento dell'operazione, ed è questa: mettere a disposizione gli uteri delle suore per l'accoglimento degli embrioni rifiutati. Naturalmente non sarebbe necessario che queste portassero a termine la gravidanza, basterebbe covare il nascituro sino alla ventiequalcosesima settimana per poi passarlo alle cure di una delle nuove incubatrici scientificamente progredite - il finalmente nato potrebbe poi essere dato in affido alle consuete ed affabili (= piacevoli, simpatiche, non è un refuso per "affidabili") strutture d'adozione, oppure cresciuto in strutture della chiesa costruite all'uopo nella speranza che un giorno, chissà, si sentano chiamati al servizio ecclesiastico, oppure anche imposto alle famiglie d'origine, visto che il cosiddetto aborto terapeutico tecnicamente non sarebbe più necessario ed i genitori sono legalmente tenuti ad occuparsi dei propri figli.
Dichiaro con tutta la sincerità del mio cuore che non ho il minimo interesse personale a cercar di promuovere quest’opera necessaria e che non sono mosso da altro motivo che il bene generale del mio Paese... [eccetera, eccetera]
NB: mi scuso per questo pezzo luttazziano (= schifoso, orribile e non fa neanche ridere, non è un refuso per "sputazzante cazzate") ma non sono riuscito a fermarmi. Personalmente non accetterei mai un aborto tranne il caso in cui il feto risulti gravemente malformato o mia moglie rischiasse la vita, ma non mi sogno certo di predicare questi criteri al primo che passa aspettandomi che li faccia propri e non vedo perché debbano farlo invece Bagnasco o Ferrara (a cui credo vada il merito dell'accostamento progresso scientifico - giro di vite morale).
Ah: ehi, buon natale e buon anno!
Dice Bagnasco (un cardinale importante) che sarebbe ora di rivedere la normativa sull'aborto. Il motivo principale è che i più recenti progressi della scienza medica hanno reso possibile la sopravvivenza extrauterina di feti più giovani che non al momento della stesura della legge - vale forse la pena di ricordare che la definizione di aborto è interruzione della gravidanza prima che il feto sia vitale, cioè capace di vita extrauterina indipendente (dove con indipendente non si intende ovviamente "senza l'aiuto di nessuno", anche perché sennò le nostre madri potrebbero abortirci sino ai trenta-trentacinque anni e saremmo ancora ai barbari tempi di sparta, ma "al netto delle ovvie cure mediche"), ed è un ragionamento di particolare pregio perché potenzialmente capace di far cozzare insieme due dogmi scientisti, ovvero il progresso scientifico è sempre buono e la chiesa ha sempre torto.
Ebbene la mia piccola proposta, se accolta, permetterebbe a questa chiesa sostenitrice del progresso scientifico di ridurre drasticamente l'età in cui un feto è in grado di sopravvivere fuori dall'utero materno ("al netto delle ovvie cure mediche") e di avere un controllo diretto sullo svolgimento dell'operazione, ed è questa: mettere a disposizione gli uteri delle suore per l'accoglimento degli embrioni rifiutati. Naturalmente non sarebbe necessario che queste portassero a termine la gravidanza, basterebbe covare il nascituro sino alla ventiequalcosesima settimana per poi passarlo alle cure di una delle nuove incubatrici scientificamente progredite - il finalmente nato potrebbe poi essere dato in affido alle consuete ed affabili (= piacevoli, simpatiche, non è un refuso per "affidabili") strutture d'adozione, oppure cresciuto in strutture della chiesa costruite all'uopo nella speranza che un giorno, chissà, si sentano chiamati al servizio ecclesiastico, oppure anche imposto alle famiglie d'origine, visto che il cosiddetto aborto terapeutico tecnicamente non sarebbe più necessario ed i genitori sono legalmente tenuti ad occuparsi dei propri figli.
Dichiaro con tutta la sincerità del mio cuore che non ho il minimo interesse personale a cercar di promuovere quest’opera necessaria e che non sono mosso da altro motivo che il bene generale del mio Paese... [eccetera, eccetera]
NB: mi scuso per questo pezzo luttazziano (= schifoso, orribile e non fa neanche ridere, non è un refuso per "sputazzante cazzate") ma non sono riuscito a fermarmi. Personalmente non accetterei mai un aborto tranne il caso in cui il feto risulti gravemente malformato o mia moglie rischiasse la vita, ma non mi sogno certo di predicare questi criteri al primo che passa aspettandomi che li faccia propri e non vedo perché debbano farlo invece Bagnasco o Ferrara (a cui credo vada il merito dell'accostamento progresso scientifico - giro di vite morale).
Ah: ehi, buon natale e buon anno!