Lucia Annunziata si è infuriata assai per essere stata tirata in ballo da Giuliano Tavaroli. Secondo l’ex responsabile della sicurezza di Telecom l’ex presidentessa della Rai avrebbe avuto una consulenza da 100 mila euro come segno di ringraziamento di Marco Tronchetti Provera per essere stato presentato a Massimo D’Alema. L’Annunziata, che in questo periodo è in vacanza negli Stati Uniti, ha negato di aver fatto tra tramite o da mediatrice tra il marito di Afef e l’ex Presidente del Consiglio. Ed ha chiarito che i 100 mila euro ricevuti da Telecom non hanno alcuna relazione con la presenza a Palazzo Chigi di Massimo D’Alema risalente al 1998. La somma è stata pagata dall’azienda telefonica negli anni successivi, in particolare nel 2005, come parcella per uno studio sul paese del delta del Nilo.
Insomma, quella che si definirebbe come la classica consulenza d’Egitto!
Arturo Diaconale
Confina a nordest con Israele, a sud con il Sudan, a ovest con la Libia, è bagnato dal Mare Mediterraneo a nord e dal Mar Rosso a est. La sua popolazione è di 72 milioni circa di abitanti, soprattutto egiziani, otto per cento sudanesi, pochi beduini. Capitale, Il Cairo, altre città importanti, Imbaba, Mallawi e Shubra el Kema. Fiume principale, il Limo. Cioè, il Nilo. E’ il più lungo del mondo. Allevamenti di: bovini, ovini, caprini, bufali e cammelli. Principali colture: frumento, mais, riso, pomodori, barbabietola. Giacimenti di: idrocarburi, fosfato, manganese, ferro e carbone. Saline ad Alessandria e Porto Said. Importante la produzione di energia idroelettrica soprattutto dalle centrali della diga di Assuan. Industrie: acciaio, ghisa, motocicli, filati di lana e tessuti. Esportazioni: petrolio, derivati, gas, ferro, abbigliamento, cemento, cotone, alluminio, ortaggi, materie plastiche, agrumi, vetro e ceramiche. Importantissimo, per i suoi traffici, il canale di Suez. E questa sarebbe una consulenza d’Egitto. Il telefono di D’Alema è 06/5498031. Centomila, grazie.
Andrea Marcenaro
Quando ho saputo della cattura di Karadzic era già notte, l’altroieri. Ho esitato a chiamare i miei amici di Sarajevo, è gente che lavora, che ha famiglia, va a dormire presto. Poi ci ho ripensato. Infatti a Sarajevo non dormiva nessuno. “Festeggiavano”, dicono i telegiornali, e mostrano immagini di auto in corteo e ragazzi che saltano nelle strade, come per una vittoria calcistica. Non saprei usare quel verbo, “festeggiare”, e non darei troppo peso a quelle immagini. Proverei a figurarmi altre persone, o quelle stesse al ritorno alle loro case, costrette, dopo il chiasso, a ricordare le mille e una notte trascorse nel lutto nel freddo e nella disperazione, rotte dal fragore continuo delle bombe, strette nel coprifuoco e nel buio. Non darei il nome di festa al sentimento dei cittadini di Sarajevo, non li chiamerei felici o contenti o esultanti. Li immagino ritornati, ciascuno per proprio conto, o abbracciando mogli e mariti, genitori e figli, alle notti nere di tanti anni fa. Con questo sentimento ho accolto anch’io l’arresto, scandalosamente tardivo, di quell’uomo mediocre e ridicolo, con le sue miserabili poesie e il suo certificato di enuresi notturna, la sua cresta vanesia e il suo eloquio da bordello, promosso dalle circostanze e dalla complicità dei potenti del mondo al rango di spaventoso boia. Quello che hanno finalmente arrestato, su un autobus, come si dice, o chissà in quale altro angolo qualunque, è l’uomo ridicolo e mediocre. Le persone di Sarajevo – e di Srebrenica, e della Bosnia martoriata – si sono ricordate, come ogni notte, degli anni in cui il loro ridicolo concittadino, salito dalla valle alle belle montagne che la circondano, era diventato l’impresario di un assedio e una strage senza fine, il ricattatore ricattato dell’altro improvvisato dittatore nazionalcomunista di Belgrado, l’interlocutore in doppiopetto e forfora dei capi di stato e dei signori delle Nazioni Unite a Ginevra. Dite pure che abbiano “festeggiato”, i sarajevesi e le donne di Srebrenica, purché la festa sia fatta di amarezza e pianto e schifo e nostalgia della morte di quelli che morirono. Così festeggio anch’io la cattura di quel miserabile, e mi auguro che i potenti di turno non cedano di un millimetro prima che Ratko Mladic, il boia colossale, venga preso anche lui, nel cesso di un’osteria, o nell’ambulatorio di un odontotecnico abusivo. Giornata storica, hanno detto ieri. Gente pomposa, che dorme bene. Non hanno ancora pensato abbastanza alla storia, questi dilettanti di maiuscole. I sarajevesi, le donne di Srebrenica, sanno che cos’è la storia, di notte, tardi, prima di riuscire a prendere sonno, e sognare, forse.
Adriano Sofri
... o rimane almeno zoppo
Nulla di nuovo sotto il sole.
Da ascrivere ai casi 'ironie della sorte' e 'mai mordere la mano che ti sfama'.
Non quando la mano è questa.
molto benee.
non solo senza telefono, pure senza mail. pare che il lj sia il mio unico contatto col mondo.
anyway, se mi avete mandato una mail a vale at mafaldina punto com, sappiate che non mi arriva niente dad quattro giorni.
quindi rimandate pure tutto a mafealice at yahoo punto it
non solo. il telefono aggiustato che dovrebbe sostituire per un po' quello rotto, è aggiustato solo a metà. quindi lui sta acceso, io sono convinta che vada, e invece non tiene la linea e se uno mi chiama trova spento. oppure trova libero e io non rispondo, PERCHE' NON SQUILLA.
Un disegno divino mi vuole irreperibile. Ma io lo aggirerò.
non solo senza telefono, pure senza mail. pare che il lj sia il mio unico contatto col mondo.
anyway, se mi avete mandato una mail a vale at mafaldina punto com, sappiate che non mi arriva niente dad quattro giorni.
quindi rimandate pure tutto a mafealice at yahoo punto it
non solo. il telefono aggiustato che dovrebbe sostituire per un po' quello rotto, è aggiustato solo a metà. quindi lui sta acceso, io sono convinta che vada, e invece non tiene la linea e se uno mi chiama trova spento. oppure trova libero e io non rispondo, PERCHE' NON SQUILLA.
Un disegno divino mi vuole irreperibile. Ma io lo aggirerò.
Non volevo entrare seriamente in nessuna polemica.
In fondo, dando per scontato la buona fede di chiunque qui abbia qualcosa da dire, ognuno vede la faccenda dalla propria prospettiva e nessuna, in fondo è sbagliata.
Il problema reale è che la pubblica amministrazione è una macchina infernale che se ne fotte delle persone. E se alcuni di voi possono aver esperito questa cosa da cittadino, non avete idea di cosa sia dall’interno.
In fondo, dando per scontato la buona fede di chiunque qui abbia qualcosa da dire, ognuno vede la faccenda dalla propria prospettiva e nessuna, in fondo è sbagliata.
Il problema reale è che la pubblica amministrazione è una macchina infernale che se ne fotte delle persone. E se alcuni di voi possono aver esperito questa cosa da cittadino, non avete idea di cosa sia dall’interno.
- Mood:tired
- Music:london calling
Mi ha contattato una certa Emma Williams su Flickr. Mi ha chiesto (molto professionalmente, a dire il vero) una foto di Dublino, per l'esattezza del Trinity College, da pubblicare sulle Schmap Guides.
Il problema è che non capisco bene i termini di utilizzo...
c'è da fidarsi?
Insomma, sono lusingato e anche un pò emozionato...che faccio, 'ccetto?
update: non riesco più a caricare le foto su flickr. mi dice che non c'è la connessione, mica capito io. qualcuno ha idea di che possa essere successo?

2 anni della cosa più bella del mondo.
2 anni del Senso della mia vita.
Buon compleanno amore mio, sei il sorriso più grande mio e del tuo papà in questo periodo così incasinato e difficile.
Ora posso dire con assoluta certezza una frase da grandi che mi ha sempre detto il mio papà: formare una bella famiglia, e amarsi, è ciò che dà forza alla vita.
Alice è magica: ci regala gioia.
E stamattina mettevo a posto la sua stanza, sistemando i giocattoi nuovi e mettendo via quelli vecchi -basta sonaglini e giochi da piccoli: ora il divertimento arriva da asse da stiro, cucina e pentolini. la mia donnina. - e mi sono commossa perchè io voglio darle solo le cose più belle che ci sono, e ce la sto mettendo davvero tutta. E vederla felice mi fa pensare che Henry e io stiamo facendo un buon lavoro.
( qualche altra foto - tutte uguali più o meno )
In altre nius, per coronare il periodo gioioso, ieri mattina il mio cellulare si è spento, e on si è mai più riacceso. Anzi, si riaccende, ma è come se fosse spento.
Quindi ho perso tutto: messaggi, foto, numeri di telefono, calendario, tutto.
Se ieri mi avete chiamato o mandato messaggi per fare gli auguri a cice, e non ho risposto, il motivo è questo (tranne a Sara che è magica e ha chiamato negli unici tre minuti in cui avevo messo la scheda in un altro telefono). Se non l'avete fatto, ora potete far finta di aver scritto messaggi bellissimi, e dirmi nei commenti che avevate augurato a Cice un compleanno magnifiico e io sono una cafona e non ho risposto.
E se mi mandate una mail a vale at mafaldina punto com con il vostro numero, io posso ricostruire un pochino i pezzi mancanti. Sigh. Il mio telefono.
Oh, il fatidico ultimo momento, il classico confortevole buon vecchio ultimo momento..
Domani parto per Marina di Ravenna, son due giorni che non dormo poi molto e non sarei in grado di scrivere (difatti c’ho rinunciato, che a scrivere a biro sulla tastiera non si conclude poi molto), ho avuto molti impegni, sì, ma quasi tutti di carattere onanistico, potevano anche essere rimandati, sono sicuro che bastava autospedirmi una lettera di scuse accompagnata da un mazzo di rose rosse per non indispettirmi.
Ma no, ho tergiversato, forse anche solo per il gusto di poter scrivere il termine “tergiversare”, ma sotto sotto lo so il vero motivo:
fare le cose all’ultimo momento, io vivo per questo.
Appunti scolastici presi da altri, letti tutti il giorno prima dell’esame, fare compiti sul treno diretto a scuola, rimandare all’ora precendente l’interrogazione lo studio, lavorare a dei progetti mentre sono al telefono con le persone che li attendevano per il giorno prima.. spiegando di controllare meglio la mail che il lavoro guarda te l’ho mandato ieri come sarebbe che non è arrivato ma insomma queste poste italiane elettroniche sono una disgrazia guarda te lo rispedisco appena rientro che adesso sono in Congo a far merenda scusa non prende bene bzz bzz cia bzzzzzz..
Ragazzi, sono l’uomo dell’ultimo momento.
VIGNETTA BUTTATA A CASO PER RI-ATTIVARE L’ATTENZIONE:

Una volta, quando ancora ero alle superiori, la mia naturale ansia mi portava a correre, avere paura dell’esame, pensare di prepararmi il più possibile in anticipo.
E in questa frase sta la chiave d’interpretazione del mio mondo: PENSARE di prepararmi.
In pratica io dicevo “oddio oddio oddio devo studiare, mettiamoci sul libro, impariamo impariamo”, mica lo facevo, semplicemente giravo vorticosamente intorno al libro secondo movimenti circolari, arrivando a planarci per stanchezza a sera inoltrata.
Ecco, col tempo ho imparato a conoscermi ed ad eliminare pian piano queste ansie.
Se va sempre così, tanto vale iniziare a studiare la sera tardi no?
Così diminuivo la paranoia, ma accorciavo ancora di più il tempo dedito allo studio, in quanto un po’ di rito dell’ansia c’era sempre, ma stavolta mi toccava pure dedicare un po' di tempo al rimorso.
Ecco, facciamo che non sto lì a narrare tutti i passaggi che mi hanno portato a portare lo studio sempre più in là, solo che ad un certo punto, in me, si è annullato il senso di urgenza.
Semplicemente, non sentivo più il bisogno di studiare perchè l'avrei fatto in questo ipotetico ultimo momento.
Gli ultimi anni di accademia, arrivando agli esami impreparato, ero più tranquillo dei compagni che avevano (ahahah) studiato.
Mi bastava quell’ultimo momento in cui tutti mi ripetevano a raffica le cose apprese, sommato alla mia faccia tosta, per essere a posto.
Beh, va detto che ovviamente la cosa non avrebbe funzionato in una scuola seria, nella mia il diploma è stampato sul retro di un menù macdonnald (che dite, al macdonnald non danno menù? Per forza, se li son presi tutti le accademie d’arte per stamparci dietro i diplomi).
Ma è andata così, e questo ha solo consolidato la mia incapacità di provare il senso delle urgenze, tanto che tuttora faccio fatica, e ci provo, a vivere pensando al domani, ma l’unica cosa che riesco a concepire, è l’ultimo momento prima che sia domani.
Io vivo di ultimi momenti.
Ed eccomi qua, mezzanotte e mi viene ancora da rimandare ‘sto post, nonostante il poco riposo accumulato in questi giorni mi impedisca già di scrivere con lucidità.
Ci starebbero ancora un po’ di considerazioni su ‘questa cosa dell’ultimo momento, ma vediamo di tagliar corto che domattina devo prendere un treno e non so nemmeno se ho il retino adatto (questa battuta è così squallida solo per dimostrarvi quando io sia in realtà stanco).
Come detto l’ultima volta, sto partecipando al Beach Tour della Gazzetta, sponsor dell’evento, come tizio che ci ha fatto delle vignette..
Facciamo che rimando alla prossima volta (ah, il dolce rimandare, vi ho mai parlato del dolce rimandare?) il resoconto dell’ambiente, delle belle hostes, del mangiare, delle belle hostes, delle belle hostess, e tutte le altre cose (belle hostess).
Per ora si sappia che presenzio allo stand della Gazzenda.
A Rimini il mio compito era chiedermi quale fosse il mio compito, dato che gli stand degli sponsor del Beach sono attaccati continuamente da gente anziana che pretende gadget.
“Che gadget avete? Non mi piace, dammi la tua maglietta. No? Il cappellino allora. Niente cappellino? Vai a comprarne uno, aspetto”.
Non sto (quasi) scherzando.
Molti anziani adducono addirittura delle scuse per cui meriterebbero più gadget.
Parlano di figli malati, di una famiglia numerosa che li aspetta a casa, mostrano foto di bambini down, un signore addirittura, giuro, ci ha chiesto se poteva avere un altro gadget per sua moglie che poverina è a casa paralizzata.
Ora, in che modo un portachiavi in più in famiglia potrebbe aiutare la moglie paralizzata?
Perché quello abbiamo al nostro stand, e nemmeno sempre, a volta facciamo solo foto.
Ma la gente anziana quindi mi chiedeva a malincuore un ritratto, sia chiaro, come se mi facessero un favore perché un ritratto è un gadget un po’ così così.. forse ai livelli di “tappo di biro”, ma mai a quelli di un portachiavi.
Si vabbeh, ma io non sono un ritrattista, cioè, lo sapete come disegno:
Un cerchio, una bocca, due occhi.
Fine.
Le possibilità sono limitate, al massimo vario i capelli, ma non è che sia questo gran risultato.
Fortunatamente i vecchi non se la prendevano: si limitavano a chiedere di potermi fare una foto da esibire al prossimo stand, dicendo di essere i miei genitori avrebbero ottenere certo più gadget.
A Riva del Garda invece, errore mio, mi son messo a fare alcune vignette di LOV a delle ragazzine che avevano acconsentito a firmare una delle nostre Gazzende-guestbook apprezzando il mio modo spiritoso di minacciarle con un coltello.
NON L’AVESSI MAI FATTO (disegnare vignette, mica minacciarle).
In pratica, queste ragazze amabili (solo se state leggendo) mi han costretto a produrre in serie un sacco di robba, al che, vedendomi piegato ad elargire "roba", i curiosi sono arrivati, e in poco tempo mi son trovato circondato da gente che chiedeva la sua dose di vignette.
Beh, ero lì per quello, credo.
Inevitabilmente, hanno iniziato a fiorire richieste personalizzate, estranei che mi chiedevano battute su di loro e la loro vita che, ovviamente, ignoravo; a volte vignette su amici nemmeno presenti fisicamente; infine ritratti e, dopo un po’, di nuovo vecchietti che volevano scattarmi foto.
Ne sono uscito massacrato, ma almeno qualcosa ho prodotto.
Perché una delle poche cose che può mettere in moto il cervello di uno senza percezione delle urgenze, è esser messo sotto torchio.
Anche se alla fine maledirà tutti, ovvio.
Purtroppo, la maggior parte delle cose che ho fatto al momento, sono rimaste in mano di chi le commissionava, quindi non è che ho molto da mostrare.
Non che mi dispiaccia, ho sempre concepito le vignette come qualcosa fatta così per ridere tra amici e che poi si tengono, così facevo una volta, mai avuto manie collezioniste sui miei stessi prodotti, nemmeno firmavo ciò che realizzavo perché non ne vedevo la necessità.
Ma da quando ho scoperto che in internet c’è gente cattiva che mi ladra, spacciando per sue cose mie, l’era dell’innocenza è finita.
Ma soprattutto, da quando ho capito che se inizio a concepirle come “prodotti”, posso guadagnare il rispetto dei miei vicini per via di cose come
TA-DAN, queste:

Già, avete visto giusto:
LENZUOLA A FIORELLINI.
Come si fa a non invidiarmi?
Torniamo al discorso del Beach, che sto tirando questo "ultimo momento" troppo per le lunghe. Qualcosa mi è rimasto: ho avuto la fortuna di trovare gente che si è premurata di fotocopiare i fumetti fatti e lasciarmene una copia.
Che poi i fumetti-storie cerco di evitarli: troppo lunghi da fare e non è che posso star lì fermo per mezzora(o anche di più) davanti a gente che mi fissa, inibendomi, a disegnare cose di dubbio gusto.
Ma se me ne rimane una copia, allora un pochetto lieto lo sono.
Pure se ti han messo in difficoltà, ad esempio, due pallavoliste che a fine gara arrivano da te, si siedono e dicono:
-facci una vignetta
-ehm.. si ma ditemi qualcosa di voi su..
-beh, io sono la numero ## in classifica
-…
-…
-ehm.. qualcosa di più?
-Boh. Ah ecco, quando faccio punto lei mi dice “brava!” e io rispondo “brava te!”
-…
Ma che, posso negarmi a due ragazze tanto belle, gentili, più alte di me e muscolose sedute al tavolo con me e che mi fissano come se fossero pronte ad una schiacciata?
Certo che no

[ i riquadri sono stati aggiunte successivamente, altrimenti il viziato lettore di internet poteva avere di che lamentarsi]
Le ringrazio ancora di esser tornate con una fotocopia per me, ma, SOPRATTUTTO perché quando chiedevo di mostrarmi loro parti anatomiche necessarie al mio disegno (perché, si sa, io disegno seguendo accuratamente l’anatomia umana) non hanno esitato a mostrarle.
Ragazze, vi voglio bene.
Poi però ho rifuggito i fumetti per tutta la giornata, troppo lunghi, troppo tempo, e non è che ho una storia su ogni persona che dice di chiamarsi John.
Ma la voce si era sparsa, perlomeno tra lo staff.
E così arrivano la mattina dopo, due di loro si presentano.
Non so di cosa si occupino, ma so che al mattino regolano l’altezza delle reti per farla combaciare con un’apposita riga di 2 metri e 24 cui devono corrispondere, poi arriva sto tizio che misura con la mano la rete e dice che l’altezza non è giusta,e gli fa rifare tutto il lavoro.
Sempre.
Perché il metallo si deforma, dice.
Daw, potresti fare un fumetto?
Mi son sentito il difensore degli oppressi.

Ragazzi, sappiate che non dovevate tenervi la fotocopia.
A fine Tour mi ammazzeranno, e coi ricavati della vendita dell’originale un calippo ne viene fuori.
Ho scritto un puttanaio, ci sarebbero ancora cose da dire, ma mi han fatto già notare più volte che la gggente vuole fumetti e non parole da me, piccola fiammiferia sola al mondo, e io altre fotocopie non ne ho, anche se la mole di roba fatta era buona (anche se ho riciclato parecchio eh).
Poi la qualità sarà bassa, ma son disegni improvvisati in condizioni proibitive e in risposta a richieste bislacche.. non che ci si potesse aspettare poi molto.
Ad ogni modo ricordo a chi mai dovesse passare ad una tappa del Beach Tour che:
1- è comunque gratis
2- se avete una prole numerosa o un parente paralizzato ne potete avere due (PRESTO! Corri anche tu a privare di qualche arto la simpatica nonnina!)
3- fra un mese ci si compra un calippo, buttalo via..
Ora chiedo venia, ma "l’ultimo momento è finito" già da un pezzo, domani è giunto e mi rimangono 5 ore di sonno.
Sigh.
Scappo.
CONTINUA..
Domani parto per Marina di Ravenna, son due giorni che non dormo poi molto e non sarei in grado di scrivere (difatti c’ho rinunciato, che a scrivere a biro sulla tastiera non si conclude poi molto), ho avuto molti impegni, sì, ma quasi tutti di carattere onanistico, potevano anche essere rimandati, sono sicuro che bastava autospedirmi una lettera di scuse accompagnata da un mazzo di rose rosse per non indispettirmi.
Ma no, ho tergiversato, forse anche solo per il gusto di poter scrivere il termine “tergiversare”, ma sotto sotto lo so il vero motivo:
fare le cose all’ultimo momento, io vivo per questo.
Appunti scolastici presi da altri, letti tutti il giorno prima dell’esame, fare compiti sul treno diretto a scuola, rimandare all’ora precendente l’interrogazione lo studio, lavorare a dei progetti mentre sono al telefono con le persone che li attendevano per il giorno prima.. spiegando di controllare meglio la mail che il lavoro guarda te l’ho mandato ieri come sarebbe che non è arrivato ma insomma queste poste italiane elettroniche sono una disgrazia guarda te lo rispedisco appena rientro che adesso sono in Congo a far merenda scusa non prende bene bzz bzz cia bzzzzzz..
Ragazzi, sono l’uomo dell’ultimo momento.
VIGNETTA BUTTATA A CASO PER RI-ATTIVARE L’ATTENZIONE:

Una volta, quando ancora ero alle superiori, la mia naturale ansia mi portava a correre, avere paura dell’esame, pensare di prepararmi il più possibile in anticipo.
E in questa frase sta la chiave d’interpretazione del mio mondo: PENSARE di prepararmi.
In pratica io dicevo “oddio oddio oddio devo studiare, mettiamoci sul libro, impariamo impariamo”, mica lo facevo, semplicemente giravo vorticosamente intorno al libro secondo movimenti circolari, arrivando a planarci per stanchezza a sera inoltrata.
Ecco, col tempo ho imparato a conoscermi ed ad eliminare pian piano queste ansie.
Se va sempre così, tanto vale iniziare a studiare la sera tardi no?
Così diminuivo la paranoia, ma accorciavo ancora di più il tempo dedito allo studio, in quanto un po’ di rito dell’ansia c’era sempre, ma stavolta mi toccava pure dedicare un po' di tempo al rimorso.
Ecco, facciamo che non sto lì a narrare tutti i passaggi che mi hanno portato a portare lo studio sempre più in là, solo che ad un certo punto, in me, si è annullato il senso di urgenza.
Semplicemente, non sentivo più il bisogno di studiare perchè l'avrei fatto in questo ipotetico ultimo momento.
Gli ultimi anni di accademia, arrivando agli esami impreparato, ero più tranquillo dei compagni che avevano (ahahah) studiato.
Mi bastava quell’ultimo momento in cui tutti mi ripetevano a raffica le cose apprese, sommato alla mia faccia tosta, per essere a posto.
Beh, va detto che ovviamente la cosa non avrebbe funzionato in una scuola seria, nella mia il diploma è stampato sul retro di un menù macdonnald (che dite, al macdonnald non danno menù? Per forza, se li son presi tutti le accademie d’arte per stamparci dietro i diplomi).
Ma è andata così, e questo ha solo consolidato la mia incapacità di provare il senso delle urgenze, tanto che tuttora faccio fatica, e ci provo, a vivere pensando al domani, ma l’unica cosa che riesco a concepire, è l’ultimo momento prima che sia domani.
Io vivo di ultimi momenti.
Ed eccomi qua, mezzanotte e mi viene ancora da rimandare ‘sto post, nonostante il poco riposo accumulato in questi giorni mi impedisca già di scrivere con lucidità.
Ci starebbero ancora un po’ di considerazioni su ‘questa cosa dell’ultimo momento, ma vediamo di tagliar corto che domattina devo prendere un treno e non so nemmeno se ho il retino adatto (questa battuta è così squallida solo per dimostrarvi quando io sia in realtà stanco).
Come detto l’ultima volta, sto partecipando al Beach Tour della Gazzetta, sponsor dell’evento, come tizio che ci ha fatto delle vignette..
Facciamo che rimando alla prossima volta (ah, il dolce rimandare, vi ho mai parlato del dolce rimandare?) il resoconto dell’ambiente, delle belle hostes, del mangiare, delle belle hostes, delle belle hostess, e tutte le altre cose (belle hostess).
Per ora si sappia che presenzio allo stand della Gazzenda.
A Rimini il mio compito era chiedermi quale fosse il mio compito, dato che gli stand degli sponsor del Beach sono attaccati continuamente da gente anziana che pretende gadget.
“Che gadget avete? Non mi piace, dammi la tua maglietta. No? Il cappellino allora. Niente cappellino? Vai a comprarne uno, aspetto”.
Non sto (quasi) scherzando.
Molti anziani adducono addirittura delle scuse per cui meriterebbero più gadget.
Parlano di figli malati, di una famiglia numerosa che li aspetta a casa, mostrano foto di bambini down, un signore addirittura, giuro, ci ha chiesto se poteva avere un altro gadget per sua moglie che poverina è a casa paralizzata.
Ora, in che modo un portachiavi in più in famiglia potrebbe aiutare la moglie paralizzata?
Perché quello abbiamo al nostro stand, e nemmeno sempre, a volta facciamo solo foto.
Ma la gente anziana quindi mi chiedeva a malincuore un ritratto, sia chiaro, come se mi facessero un favore perché un ritratto è un gadget un po’ così così.. forse ai livelli di “tappo di biro”, ma mai a quelli di un portachiavi.
Si vabbeh, ma io non sono un ritrattista, cioè, lo sapete come disegno:
Un cerchio, una bocca, due occhi.
Fine.
Le possibilità sono limitate, al massimo vario i capelli, ma non è che sia questo gran risultato.
Fortunatamente i vecchi non se la prendevano: si limitavano a chiedere di potermi fare una foto da esibire al prossimo stand, dicendo di essere i miei genitori avrebbero ottenere certo più gadget.
A Riva del Garda invece, errore mio, mi son messo a fare alcune vignette di LOV a delle ragazzine che avevano acconsentito a firmare una delle nostre Gazzende-guestbook apprezzando il mio modo spiritoso di minacciarle con un coltello.
NON L’AVESSI MAI FATTO (disegnare vignette, mica minacciarle).
In pratica, queste ragazze amabili (solo se state leggendo) mi han costretto a produrre in serie un sacco di robba, al che, vedendomi piegato ad elargire "roba", i curiosi sono arrivati, e in poco tempo mi son trovato circondato da gente che chiedeva la sua dose di vignette.
Beh, ero lì per quello, credo.
Inevitabilmente, hanno iniziato a fiorire richieste personalizzate, estranei che mi chiedevano battute su di loro e la loro vita che, ovviamente, ignoravo; a volte vignette su amici nemmeno presenti fisicamente; infine ritratti e, dopo un po’, di nuovo vecchietti che volevano scattarmi foto.
Ne sono uscito massacrato, ma almeno qualcosa ho prodotto.
Perché una delle poche cose che può mettere in moto il cervello di uno senza percezione delle urgenze, è esser messo sotto torchio.
Anche se alla fine maledirà tutti, ovvio.
Purtroppo, la maggior parte delle cose che ho fatto al momento, sono rimaste in mano di chi le commissionava, quindi non è che ho molto da mostrare.
Non che mi dispiaccia, ho sempre concepito le vignette come qualcosa fatta così per ridere tra amici e che poi si tengono, così facevo una volta, mai avuto manie collezioniste sui miei stessi prodotti, nemmeno firmavo ciò che realizzavo perché non ne vedevo la necessità.
Ma da quando ho scoperto che in internet c’è gente cattiva che mi ladra, spacciando per sue cose mie, l’era dell’innocenza è finita.
Ma soprattutto, da quando ho capito che se inizio a concepirle come “prodotti”, posso guadagnare il rispetto dei miei vicini per via di cose come
TA-DAN, queste:

Già, avete visto giusto:
LENZUOLA A FIORELLINI.
Come si fa a non invidiarmi?
Torniamo al discorso del Beach, che sto tirando questo "ultimo momento" troppo per le lunghe. Qualcosa mi è rimasto: ho avuto la fortuna di trovare gente che si è premurata di fotocopiare i fumetti fatti e lasciarmene una copia.
Che poi i fumetti-storie cerco di evitarli: troppo lunghi da fare e non è che posso star lì fermo per mezzora(o anche di più) davanti a gente che mi fissa, inibendomi, a disegnare cose di dubbio gusto.
Ma se me ne rimane una copia, allora un pochetto lieto lo sono.
Pure se ti han messo in difficoltà, ad esempio, due pallavoliste che a fine gara arrivano da te, si siedono e dicono:
-facci una vignetta
-ehm.. si ma ditemi qualcosa di voi su..
-beh, io sono la numero ## in classifica
-…
-…
-ehm.. qualcosa di più?
-Boh. Ah ecco, quando faccio punto lei mi dice “brava!” e io rispondo “brava te!”
-…
Ma che, posso negarmi a due ragazze tanto belle, gentili, più alte di me e muscolose sedute al tavolo con me e che mi fissano come se fossero pronte ad una schiacciata?
Certo che no

[ i riquadri sono stati aggiunte successivamente, altrimenti il viziato lettore di internet poteva avere di che lamentarsi]
Le ringrazio ancora di esser tornate con una fotocopia per me, ma, SOPRATTUTTO perché quando chiedevo di mostrarmi loro parti anatomiche necessarie al mio disegno (perché, si sa, io disegno seguendo accuratamente l’anatomia umana) non hanno esitato a mostrarle.
Ragazze, vi voglio bene.
Poi però ho rifuggito i fumetti per tutta la giornata, troppo lunghi, troppo tempo, e non è che ho una storia su ogni persona che dice di chiamarsi John.
Ma la voce si era sparsa, perlomeno tra lo staff.
E così arrivano la mattina dopo, due di loro si presentano.
Non so di cosa si occupino, ma so che al mattino regolano l’altezza delle reti per farla combaciare con un’apposita riga di 2 metri e 24 cui devono corrispondere, poi arriva sto tizio che misura con la mano la rete e dice che l’altezza non è giusta,e gli fa rifare tutto il lavoro.
Sempre.
Perché il metallo si deforma, dice.
Daw, potresti fare un fumetto?
Mi son sentito il difensore degli oppressi.

Ragazzi, sappiate che non dovevate tenervi la fotocopia.
A fine Tour mi ammazzeranno, e coi ricavati della vendita dell’originale un calippo ne viene fuori.
Ho scritto un puttanaio, ci sarebbero ancora cose da dire, ma mi han fatto già notare più volte che la gggente vuole fumetti e non parole da me, piccola fiammiferia sola al mondo, e io altre fotocopie non ne ho, anche se la mole di roba fatta era buona (anche se ho riciclato parecchio eh).
Poi la qualità sarà bassa, ma son disegni improvvisati in condizioni proibitive e in risposta a richieste bislacche.. non che ci si potesse aspettare poi molto.
Ad ogni modo ricordo a chi mai dovesse passare ad una tappa del Beach Tour che:
1- è comunque gratis
2- se avete una prole numerosa o un parente paralizzato ne potete avere due (PRESTO! Corri anche tu a privare di qualche arto la simpatica nonnina!)
3- fra un mese ci si compra un calippo, buttalo via..
Ora chiedo venia, ma "l’ultimo momento è finito" già da un pezzo, domani è giunto e mi rimangono 5 ore di sonno.
Sigh.
Scappo.
CONTINUA..
- Mood:tired
Fino all'età di 29 anni, il mio corpo è stato un'invincibile macchina da guerra.
Mai una defaillance, mai un problemino, niente riniti mal di testa stomaco gonfio eritemi dolori alle gambe mal di schiena e similari.
Dal compimento del mio 30° compleanno, c'è stato un improvviso disfacimento che mi ha portato a manifestare sintomi curiosi e del tutto inesplicabili più o meno in ogni parte del corpo.
( solo per appassionati di Dr H, ER e similari )
In sintesi, credo che morirò tra poco tempo, volevo dirvi che vi ho voluto bene e che è stato bello conoscervi.
Mai una defaillance, mai un problemino, niente riniti mal di testa stomaco gonfio eritemi dolori alle gambe mal di schiena e similari.
Dal compimento del mio 30° compleanno, c'è stato un improvviso disfacimento che mi ha portato a manifestare sintomi curiosi e del tutto inesplicabili più o meno in ogni parte del corpo.
( solo per appassionati di Dr H, ER e similari )
In sintesi, credo che morirò tra poco tempo, volevo dirvi che vi ho voluto bene e che è stato bello conoscervi.
- Mood:impressed
- Music:Bonnie Tyler - total eclipse of my heart
Pare che l’emergenza rifiuti a Napoli sia praticamente finita.
Pare che il prezzo del petrolio a barile sia sceso l’altro giorno di 14 dollari - quattordici gente, dicasi quattordici: il 10% in 48 ore.
Pare, a me almeno pare che, in barba ad allarmismi, calotte che si sciolgono e stronzate varie, questa sia l’estate più vivibile da un pezzo, a memoria di gio.
E pare non sia legale mettere in carcerazione preventiva gente che non: a) sia stata colta in flagrante; b) presenti pericolo di fuga ; c) possa reiterare il reato; e d) possa inquinare le prove. Vieppiù sovvertendo l'ordine dei fattori in materia d'onere di prova.
Ma siamo pur sempre in Italia e queste cose, si sa, passano inosservate.
iniziare a scrivere ai clienti nello stesso modo vago, pasticciato e sbadato con cui scrivono a te.
tra poco inizierò anche a metterci gli errori di ortografia.
tra poco inizierò anche a metterci gli errori di ortografia.
- Music:la laguna che sciaquetta
cries for her tomato plants that apparently got the tabacco mosaic virus
EDIT: that wasn't supposed to show up here.. ping.fm tricked me! (beta codes anyone? =) )
EDIT: that wasn't supposed to show up here.. ping.fm tricked me! (beta codes anyone? =) )
- Mood:amused
Vi avevo postato qualche giorno fa un bel sito che raccoglie un centinaio di manga tra quelli più letti nel mondo. Per chi se lo fosse perso, è il mio messaggio precedente -obviously.
Ho dato un'occhiata ad un tot di manga e ho deciso di recensirvi quelli che sto leggendo adesso. Ci sono solo quelli che mi son piaciuti, e bon. Visto chen on so quanto scrivero e che metterò senz'altro dei piccoli screenshot per mostrare almeno il tratto di disegno metto tutto dietro cut.
( Gantz )
( Claymore )
( Perfect Girl Evolution )
( Naruto )
Ho dato un'occhiata ad un tot di manga e ho deciso di recensirvi quelli che sto leggendo adesso. Ci sono solo quelli che mi son piaciuti, e bon. Visto chen on so quanto scrivero e che metterò senz'altro dei piccoli screenshot per mostrare almeno il tratto di disegno metto tutto dietro cut.
( Gantz )
( Claymore )
( Perfect Girl Evolution )
( Naruto )
Mi metto le cuffie, così non sento un signore milanese dietro di me che traccia un profilo di Berlusconi inteso come salvatore della patria. Anzi no, è un po' più raffinato. Lui lo vede come una specie di male necessario, un fenomeno che nell'ambiente italiano ha la massima fitness evolutiva. Per sostenere questa opinione, porta l'antico argumentum ad Mediolanum, consistente nell'asserire che uno che è capace di risollevare il Milan dal mare di guai nel quale si trovava non può che essere un genio dell'organizzazione.
Mi metto le cuffie, così non cedo alla tentazione di dirgli che in fondo anche Riina aveva organizzato la mafia mica male, Cutolo la camorra, e in fondo anche uno squalo organizza i pesciolini in compatti branchi rilucenti, un vulcano in eruzione organizza i suoi dintorni in un elegante e ordinato strato di lava nera solidificata e il virus del vaiolo organizza da un lato delle notevolissime epidemie e dall'altro sè stesso in eleganti cristalli: il che non dimostra che Riina, Cutolo, lo squalo, il vulcano e il virus del vaiolo siano esattamente i migliori leader (o amministratori) per i rispettivi contesti.
Mi metto le cuffie, dicevo, e mi ascolto un po' di Brian Eno che mi abbassa sempre il livello di bile. E mi rassegno anche al fatto che, vivendo fuori dall'Italia e dal costante streaming di cazzate che pervade i nostri media, fatalmente non capisco più il mio paese. Si perde la prospettiva, è come guardare lo spettacolo a teatro, e non essere in platea o sui palchi, ma in qualche punto sbagliato, dove la vista non è quella che deve essere. Non direi tra le quinte o dalla buca del suggeritore, perchè implicherebbe una conoscenza di ordine superiore, no, diciamo magari solo appollaiato sul lampadario. Notando le cose che non si dovrebbero notare, il trucco eccessivo degli attori, le dorature delabrè sugli arredi, la polvere sulle modanature e la scenografia che, vista da qui, è nettamente bidimensionale.
Si perde un po' l'illusione prospettica, dicevo. Se poi la cosa si accoppia al male orrendo della memoria, e anche ad una certa difficoltà a difendere l'alternativa politica disponibile, non c'è rimedio. Quindi mi metto le cuffie, visto che l'alternativa è mettersi a gridare.
Mi metto le cuffie, così non cedo alla tentazione di dirgli che in fondo anche Riina aveva organizzato la mafia mica male, Cutolo la camorra, e in fondo anche uno squalo organizza i pesciolini in compatti branchi rilucenti, un vulcano in eruzione organizza i suoi dintorni in un elegante e ordinato strato di lava nera solidificata e il virus del vaiolo organizza da un lato delle notevolissime epidemie e dall'altro sè stesso in eleganti cristalli: il che non dimostra che Riina, Cutolo, lo squalo, il vulcano e il virus del vaiolo siano esattamente i migliori leader (o amministratori) per i rispettivi contesti.
Mi metto le cuffie, dicevo, e mi ascolto un po' di Brian Eno che mi abbassa sempre il livello di bile. E mi rassegno anche al fatto che, vivendo fuori dall'Italia e dal costante streaming di cazzate che pervade i nostri media, fatalmente non capisco più il mio paese. Si perde la prospettiva, è come guardare lo spettacolo a teatro, e non essere in platea o sui palchi, ma in qualche punto sbagliato, dove la vista non è quella che deve essere. Non direi tra le quinte o dalla buca del suggeritore, perchè implicherebbe una conoscenza di ordine superiore, no, diciamo magari solo appollaiato sul lampadario. Notando le cose che non si dovrebbero notare, il trucco eccessivo degli attori, le dorature delabrè sugli arredi, la polvere sulle modanature e la scenografia che, vista da qui, è nettamente bidimensionale.
Si perde un po' l'illusione prospettica, dicevo. Se poi la cosa si accoppia al male orrendo della memoria, e anche ad una certa difficoltà a difendere l'alternativa politica disponibile, non c'è rimedio. Quindi mi metto le cuffie, visto che l'alternativa è mettersi a gridare.
è uno scientologo, ma il disco nuovo di beck è proprio bello.
- Music:beck - chemtrails
Son successe tante di quelle cose negli ultimi anni, che quelle poche volte che penso di scrivere qualcosa sul blog mi chiedo dove dovrei incominciare per dare bene il quadro della mia situazione attuale, così procedo a ritroso con la mente finchè non inizio a formulare i miei stessi pensieri al contrario e mi confondo.
Non che non abbia mai avuto il tempo di scrivere, anzi, a volte perdo ore davanti al computer semplicemente a guardarlo, senza vederlo, a volte nemmeno lo accendo, a volte non è nemmeno il computer, chi vuoi che se ne accorga.
Solo che ho una certa idiosincrasia, qualsiasi cosa questo termine voglia dire, per "iniziare" a scrivere.
Non scrivere, "iniziare", poi una volta che parto sono prolisso e non mi fermo più, però posso passare ore a guardare lo schermo e sbuffare dicendo "no, che palle, no", concedendomi numerose pause per lo stress accumulato e, solo raramente, arrivare a digitare qualcosa, e qui accorgermi che non stavo davanti al pc ma davanti ad un basito coinquilino.
Già, tra le altre cose, ho mollato casa dei miei da un anno e convivo con dei coinquilini.
Ci sarebbero troppe cose da spiegare, ma ho poco tempo, stanno venendo a prendermi..
Mi metto a scrivere proprio in un periodo che non ho tempo per niente.
Entro fine agosto DEVE esser pronto "A come ignoranza volume 2", e saranno corse, non ho un minuto libero da qui a settembre..
E mi metto a scrivere..
Vabbeh, è per una comunicazione di servizio.
Quelli che stanno venendo a prendermi sono dell'organizzazione del beach tour, cioè questo:
BEACH TOUR 2008
sono effettivamente di fretta, quindi in breve, sappiate tutti che ormai mi sono prositutito, e son già quasi due anni che le vignette della serie LOV (quelle di "ti amo" "cazzi tuoi", di qualche post fa) sono state vendute alla Gazzenda, devo realizzarne 100 all'anno, e sono loro proprietà insieme ad alcune parti del mio corpo che, in questo contento, per 8 tappe (di cui una già passata), mostrerò nel loro stand presente alla manifestazione.
L'idea è fare disegnini e scarabocchi da distribuire alle persone, ma per ora le parti del corpo sotto contratto sono polpacci e costole a caso, quindi non fanno poi molto a parte atteggiarsi.
Oh, ecco, sono arrivati, debbo di andare a vendermi.
Settimana prossima se riesco spiego meglio, e metto delle foto.
Ad esser onesti l'avevo già scritto questo post oggi, e con tanto di foto, ma mi son accorto tardi che stavo digitando tutto sul mio gatto, e a nulla è servito fare CTRL+S
Quindi..
CONTINUA..
Non che non abbia mai avuto il tempo di scrivere, anzi, a volte perdo ore davanti al computer semplicemente a guardarlo, senza vederlo, a volte nemmeno lo accendo, a volte non è nemmeno il computer, chi vuoi che se ne accorga.
Solo che ho una certa idiosincrasia, qualsiasi cosa questo termine voglia dire, per "iniziare" a scrivere.
Non scrivere, "iniziare", poi una volta che parto sono prolisso e non mi fermo più, però posso passare ore a guardare lo schermo e sbuffare dicendo "no, che palle, no", concedendomi numerose pause per lo stress accumulato e, solo raramente, arrivare a digitare qualcosa, e qui accorgermi che non stavo davanti al pc ma davanti ad un basito coinquilino.
Già, tra le altre cose, ho mollato casa dei miei da un anno e convivo con dei coinquilini.
Ci sarebbero troppe cose da spiegare, ma ho poco tempo, stanno venendo a prendermi..
Mi metto a scrivere proprio in un periodo che non ho tempo per niente.
Entro fine agosto DEVE esser pronto "A come ignoranza volume 2", e saranno corse, non ho un minuto libero da qui a settembre..
E mi metto a scrivere..
Vabbeh, è per una comunicazione di servizio.
Quelli che stanno venendo a prendermi sono dell'organizzazione del beach tour, cioè questo:
BEACH TOUR 2008
sono effettivamente di fretta, quindi in breve, sappiate tutti che ormai mi sono prositutito, e son già quasi due anni che le vignette della serie LOV (quelle di "ti amo" "cazzi tuoi", di qualche post fa) sono state vendute alla Gazzenda, devo realizzarne 100 all'anno, e sono loro proprietà insieme ad alcune parti del mio corpo che, in questo contento, per 8 tappe (di cui una già passata), mostrerò nel loro stand presente alla manifestazione.
L'idea è fare disegnini e scarabocchi da distribuire alle persone, ma per ora le parti del corpo sotto contratto sono polpacci e costole a caso, quindi non fanno poi molto a parte atteggiarsi.
Oh, ecco, sono arrivati, debbo di andare a vendermi.
Settimana prossima se riesco spiego meglio, e metto delle foto.
Ad esser onesti l'avevo già scritto questo post oggi, e con tanto di foto, ma mi son accorto tardi che stavo digitando tutto sul mio gatto, e a nulla è servito fare CTRL+S
Quindi..
CONTINUA..